Faqs

Ecco un elenco delle domande e dei problemi più comuni:

Quali possono essere i segnali?
La gamma è ampia, e varia in funzione dell'età, del carattere, del momento particolare... A titolo di esempio, ( ma incoraggio chi inizia a fare ec a trovare i propri personali segnali e metodi di comunicazione) ne elenco alcuni tra i più comuni:

- pianto (o verso, o parola se bimbo grandicello) caratteristico
- toccarsi il pancino o il sedere o i genitali
- per i maschietti, un"irrequietezza" del pisellino
- irrequietezza generale
- di notte, risveglio immotivato o girarsi e rigirarsi
- smorfia del viso
- contrazione della pancia
- trattenere il respiro (proprio un attimo prima di farla!!)
- fermarsi di botto durante i giochi
- per la cacca, è di solito evidente l'inizio delle "spinte"

Affinando la comunicazione, imparerete a dare più importanza alle vostre sensazioni piuttosto che ad un qualsiasi segnale. Imparerete insieme al vostro bambino che l'ec si fa insieme, troverete il vostro personale codice per cui basterà un gesto minimo tra tutti quelli citati sopra, o una smorfietta appena accennata... oppure il bambino già grandicello diventerà parte attiva, portandovi in bagno, o portando a voi il vasino, o semplicemente chiedendovi aiuto per fare pipì.
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Ogni quanto tempo mi devo aspettare una pipì?
La tempistica è molto varia. Considerate diverse variabili: ad esempio l'età del bambino, il clima, la dieta.

- età: solitamente, più piccoli sono, più spesso la fanno. Si può andare dai 15-20 minuti alle 2-3 ore, anche di più se ci sono altri fattori che "allungano" i tempi
- clima: se il bambino suda molto, per quanto reintegri con liquidi, farà comunque meno pipì.
- dieta: Per i bambini allattati, solitamente è di rito la pipì (e spesso anche la cacca) dopo la poppata. Per i bambini più grandi, spesso bere provoca il bisogno di fare pipì.
- un'altra pipì tipica è quella del risveglio, oppure al rientro da una passeggiata.

Dovrete sviluppare le vostre personali tabelle di marcia, ricordandovi sempre che nè voi nè il vostro bambino siete delle macchine, quindi le eccezioni o i cambi di frequenza saranno più che naturali.
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Che posizioni posso usare per far fare pipì o cacca?
Chiaramente l'importante è il risultato, ovvero che la pipì vada a finire dove noi vorremmo... E' chiaro che un neonato non sa stare seduto, quindi siamo noi a doverlo aiutare ad assumere una posizione adatta. Una delle più comuni consiste nel tenere il bambino in posizione rannicchiata, tenendolo per le cosce in modo da poter utilizzare le nostre braccia come supporto per la sua schiena e testa, così si crea come una specie di poltroncina... Tenendo il bambino in questo modo potremo invitarlo ad eliminare sul lavandino (con il vantaggio che non ci si deve chinare, quindi ci si risparmia il mal di schiena), o sul wc, oppure all'aperto in qualsiasi luogo.
Una variante consiste nel sedersi insieme al bambino sul wc, in modo che le nostre gambe facciano da "riduttore", questo risulta comodo soprattutto per le sedute lunghe, ad esempio per la cacca.
Oppure, sempre con bimbi piccoli, tenere tra le nostre gambe un vasino o una vaschetta, e far sedere il bimbo in braccio in modo che il suo culetto risulti sopra al vasino.
Per i maschietti, si può tenere a portata di mano un secchiello o un qualsiasi contenitore ed intercettare il "getto" di pipì.
Quando i bimbi sono più grandicelli e quindi fisicamente in grado di stare seduti o di accucciarsi, si può chiedere loro di collaborare in diversi modi: sedendosi sul tradizionale vasino, accucciandosi all'aperto, facendo pipì nel secchiello... Ricordate che per loro gestire le eliminazioni non è una cosa scomoda o sgradevole (come può risultare agli osservatori adulti), è estremamente naturale, sta a noi non forzare la mano e coinvolgere i nostri figli in questa nuova attività, in modo che se ne sentano protagonisti.
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Che vasini o contenitori mi servono?
Qualsiasi contenitore in linea di massima va bene. Se il vasino è destinato ad essere tenuto tra le gambe del genitore, è meglio se è del tipo vecchio, ovvero un semplice boccale di 18 - 20 cm di diametro.In alternativa, usate un qualsiasi contenitore che vi possa sembrare adatto allo scopo, oppure portate il bambino in bagno o all'aperto. Di vasini "anatomici" ce ne sono a bizzeffe, considerate che comunque non sono necessari soprattutto se vostro figlio non ci si sa ancora sedere, essi possono semmai diventare un alternativa più avanti, quanto il bambino si sente indipendente e non vuole più essere "portato" a fare pipì.
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Che abbigliamento ci serve?
La domanda è volutamente al plurale: considerate che all'inizio del vostro percorso può essere molto facile che una pipì vi sorprenda bagnando i vostri vestiti oltre a quelli del bambino... rimangono valide le considerazioni fatte sull'innocuità della pipì di un bimbo piccolo, molte volte basta asciugare.

L'abbigliamento del bambino merita più considerazione: si consideri che il sederino deve poter essere messo all'aria nel giro di pochi istanti dalla percezione del segnale. Evitate quindi tutine intere, salopette, body, tutti quei vestiti interi che vi costringono ad armeggiare per scoprirlo ed inoltre, in caso di incidente, vi obbligano a cambiare integralmente il bambino. Esamino alcune soluzioni:

- Sedere all'aria: è la soluzione più comoda sia per il bambino che per chi si occupa di lui. Non abbiate paura del freddo: le nostre case sono riscaldate, è difficile che un bambino si prenda un infreddatura per essere stato a sedere scoperto.

- Mutandine: Se per vari motivi non vi va che il vostro bimbo stia col sedere all'aria, esistono mutandine per bambini molto piccoli, procuratevene qualche paio mettendo in conto che spesso (almeno all'inizio) vi capiterà di lavarle.

- Mutandine + pantaloni: La soluzione è spesso praticata in casa dalle mamme "freddolose"... fermo restando che può effettivamente capitare di vivere in ambienti freddi che richiedano di vestirsi di più. Il problema dei pantaloni è che ci mettono molto tempo ad asciugare: considerate in alternativa l'acquisto di qualche calzamaglia, tiene caldo uguale ed asciuga in fretta.

- Per la parte superiore del corpo, ovviamente, fate come vi pare
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Di notte come facciamo?
E' un pregiudizio comune che i bambini di notte non riescano a tenersi puliti. In realtà io stessa ho constatato (insieme a molti altri genitori) che è più facile fare ec di notte che non di giorno, per alcuni semplici motivi:

- il bambino in genere dorme, quindi non è distratto dalle sue impegnative attività quotidiane.
- anche noi dormiamo, non stiamo facendo altre cose.
- in questa situazione, è molto più facile cogliere un segnale.
- è molto più facile acquisire un ritmo sempre uguale
- solitamente, si fa meno pipì di notte che di giorno!

Chiaramente, l'ec notturna riesce al meglio se il bimbo dorme attaccato ai genitori: in questo modo ci si renderà conto subito di un suo risveglio, o di movimenti strani nel sonno, o di un lamento accennato, tutti segnali che possono stare ad indicare una pancia troppo piena. Molti genitori hanno constatato che il motivo dei frequenti risvegli notturni dei loro bimbi era proprio la necessità di fare pipì: una volta individuato la causa, le notti sono diventate molto più tranquille.
Come si fa:
- Per evitare di bagnare le lenzuola, potete utilizzare una ceratina con un asciugamano sopra (così assorbe di più): questo servirà se all'inizio non dovreste riuscire a cogliere un segnale, oppure se siete talmente stanchi da non riuscire a svegliarvi!!
- Quando cogliete un segnale, potete utilizzare diverse tecniche: o sollevare il bimbo e portarlo in bagno, incoraggiandolo col solito psssh psssh. Oppure infilare una vaschetta bassa sotto il sedere del bimbo, direttamente a letto, oppure tenere una vaschetta o un catino sotto il letto, da utilizzare al bisogno.
- Considerate che il bisogno viene avvertito ancora nel sonno, quindi vi troverete ad avere a che fare con un bambino praticamente addormentato: evitate di svegliarlo agendo bruscamente (a volte anche il contatto con la vaschetta o il lavandino freddo può essere "traumatico") : spostatelo con dolcezza, e sempre dolcemente invitatelo a fare pipì... vedrete che è più difficile a dirsi che a farsi.
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Se dobbiamo uscire, cosa ci serve?
Poche cose: un cambio di mutandine ed eventuali pantaloni, dei fazzolettini per la pulizia, se il bimbo cammina scarpe e calzini di ricambio. Considerate che queste cose non sono indispensabili: non è la regola che capiti un incidente, è l'eccezione! Per opinione ed esperienza personale, credo sia salutare provare ad uscire senza alcun cambio, in quanto questo stimola la nostra attenzione verso i bisogni del bambino: se invece abbiamo le spalle coperte perchè sappiamo di poterlo cambiare, può darsi che diamo incosciamente meno importanza ai suoi segnali... Quando avrete acquisito sicurezza, capiterà sempre più spesso che vi troverete in giro senza avere alcun cambio al seguito, oppure non ve ne accorgerete neanche di averlo dimenticato, ve ne renderete conto solo a fine giornata quando vedrete che non avete nulla da lavare!! Chiaramente la necessità di portarsi al seguito un cambio dipende anche dal tipo di uscita: se sto fuori tutto il giorno oppure se fa freddo allora è meglio avere qualcosa, ma questa è una regola generale, può capitare che si debba cambiare un bambino anche perchè si è rotolato in una pozzanghera, non solo perchè ha fatto pipì!!
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In macchina come si fa?
Per precauzione, un semplice asciugamano piccolo tra il sedere ed il seggiolino. Se si fanno viaggi lunghi, fare pipì prima, oppure prevedere una sosta.
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All' asilo nido come si fa?
Parlate con il personale: c'è chi è disposto a fare questo tipo di esperienza, soprattutto se l'ec è ben avviata, e chi invece per regola fissa vuole solo bambini con il pannolino, in questo caso si adotterà un sistema misto: al nido il bambino saprà di dover tenere il pannolino, a casa o fuori invece starà senza.
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Può fare ec anche la babysitter? E i nonni?
Chiunque voglia può fare ec! Capita che i bambini abbiano dei periodi in cui vogliono farla solo con una persona in particolare ( o in un determinato posto)... questo può creare qualche difficoltà iniziale, ma solitamente se chi si occupa del bambino è disposto, la cosa riesce senza problemi. Tuttt'al più si tratterà di affiancarsi per qualche tempo, giusto per far capire quali sono i segnali, come funziona l'ec, come il bambino gradisce eliminare...
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Quand'è il momento migliore per iniziare?
Il prima possibile! Meno sarà stato abituato al pannolino, meno fatica farà a toglierlo. Inoltre i segnali sono più evidenti quanto più è piccolo il bambino, mentre si assiste al loro calo e alla scomparsa man mano che egli cresce. La cosa ha un evidente significato: a che cosa serve mandare segnali se nessuno ti ascolta? Se ti tengono il pannolino significa che devi eliminare nel pannolino... Solitamente i genitori si rendono conto di questa cosa quando iniziano la tradizionale educazione al vasino con i loro figli, e spesso si sentono frasi tipo "non si accorge di farla", "per quanto glielo chieda, non vuole usare il vasino"... E' un evidente controsenso pretendere di eliminare all'improvviso un condizionamento (all'uso del pannolino) che dura dalla nascita, e che sarà tanto più forte quanto più a lungo è durato.
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Mio figlio ha un anno... è troppo tardi?
I segnali calano col passare del tempo, questo è un fatto. Un altro fatto però è che non sappiamo quando essi cessano del tutto ed il bambino smette di interessarsi al suo bisogno di fare pipì o cacca, per alcuni bambini questo può succedere a 7 mesi, per altri a 11. Altri si dimostrano immediatamente comunicativi anche a 18 mesi. Nonostante prima si inizi meglio è, l'importante è lo spirito con cui si affronta l'ec: se siete venuti a conoscenza di questa possibilità solo ora che vostro figlio è grandicello, non lasciate perdere, non sottraetegli quest'opportunità. Può darsi che facciate fatica a trovare segnali, può darsi che il vostro bambino si senta un po' a disagio senza pannolino... parlategli, ditegli chiaramente che lo state facendo per lui, che senza pannolino si muove meglio, che siete felici quando vi avvisa della pipì in arrivo...
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Mio figlio è appena nato... è troppo presto?
Vedi sopra... non è mai troppo presto. Un neonato ha ritmi di eliminazione molto regolari, anche se molto frequenti: volgete questo a vostro favore. Può darsi che vi capiti di prendere otto cacche e innumerevoli pipì al giorno, ma pensate a che cosa state risparmiando alla pelle delicata del vostro bambino...e pensate anche, se vi sembra troppo impegnativo, che nemmeno cambiare un pannolino sporco non è proprio un attimo....

Se allattate al seno, considerate che solitamente, prima durante o dopo la poppata arriva una pipì e spesso anche una cacca. Capirete ben presto quando è il momento, anche perchè mentre la fa... smette di succhiare! Se vi sentite impacciate con questo esserino di tre chili e non riuscite ad utilizzare un contenitore, mettete semplicemente un panno sotto al suo sedere, fino a che avrete acquisito sufficiente "maneggevolezza".
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Mio figlio non collabora più, che succede?
Possono capitare dei momenti di "crisi". Per non collaborazione intendo il bambino che segnala ma che non vuole farsi portare, non vuole sedersi sul vasino o wc, non accetta in alcun modo il nostro invito ad eliminare. Solitamente, dopo questo rifiuto, lasciato tranquillo per un paio di minuti il bambino elimina senza alcun apparente segnale. Che cosa succede? Il motivo più comune è una fase di aumento dell'indipendenza del piccolo: questo può spiegare il fatto che non gli sta più bene l'"essere portato", essere quindi solo un soggetto passivo, oppure vuole controllare la sua pipì... fino ad arrivare al limite.

Il consiglio è di pensare a cosa è cambiato di recente nelle giornate del bimbo: ha imparato a camminare? a gattonare? a parlare? siete in ferie o avete cambiato casa? c'è un gioco nuovo che lo assorbe totalmente? avete iniziato l'introduzione di cibi solidi? In ogni caso, individuare il motivo possibile di questa fase di stallo non è fondamentale: l'importante è, se voi pensate che il bambino si ribelli perchè si sente costretto, che riusciate a cambiare atteggiamento, coinvolgendo più attivamente vostro figlio nel momento delle eliminazioni. Personalmente io ho introdotto: il saluto alla pipì e cacca dopo averla fatta, il vasino "libero", lasciando al piccolo la possibilità di sedersi solo se è lui che lo vuole, frasi del tipo"se ti serve fare pipì, portami in bagno che ti aiuto"... Cercate, insomma, di spostare l'attenzione del bambino sul fatto che è lui a decidere se fare o no pipì, voi siete solo degli "aiutanti"...
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Non vedo nessun segnale, che succede?
Usando una metafora... se non ci vedete bene, provate a pulirvi gli occhiali! Può essere che stiate cercando qualcosa che non c'è, può darsi che vi aspettiate una parola mentre il segnale è un gesto... siete su due lunghezze d'onda diverse e non riuscite ad intendervi. Il discorso cambia se state iniziando l'ec con un bambino grandicello, verso i 12 mesi o più... in questo caso può essere realmente che il bimbo non mandi nessun segnale perchè per troppo tempo sono stati ignorati, quindi non ne sente più il bisogno. Ha imparato che deve eliminare nel pannolino, senza fare nient'altro. Che cosa fare? Prendetevi più tempo: se per iniziare un'ec con un neonato possono bastare 10 giorni, con un bambino di un anno può servire un mese... Volgete a vostro favore l'indipendenza del bambino, mostrategli come fate voi pipì, chiedetegli se vuole provare anche lui a fare così... Provate con i momenti "canonici" di eliminazione: al mattino, al risveglio, dopo i pasti... Quando vedete che fa pipì, pensate a quello che stava facendo un attimo prima: sicuri che non ci sia stato proprio nessun tipo di avvisaglia?

Un ultimo consiglio: evitate di farvi prendere la mano dalla volontà di successo: l'ec non è una gara, nessuno vi premierà per essere riusciti a comunicare con vostro figlio sull'eliminazione a 8 mesi piuttosto che a 10 o a 20... le soddisfazioni dovete trovarle in voi, nel fatto che state facendo qualcosa per migliorare la vita del vostro bambino. Voler riuscire a tutti i costi porta ad un'inevitabile senso di frustrazione ogni volta che non riuscite ad "intercettare" una pipì, e i nostri sentimenti sono immediatamente captati dai nostri figli, con le conseguenze, da scongiurare, che si creerà un collegamento tra "mamma e papà scontenti" e "pipì per terra"... ma questa non è ec!
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Mio figlio non segnala più... aiuto!
Che succede? il vostro bambino segnalava benissimo, tutto funzionava a meraviglia ed all'improvviso... non sento più niente, la fa e basta... Il caso è diverso da quello della ribellione e da quello di chi non ha mai colto segnali. In questo caso, è come se la comunicazione si fosse guastata all'improvviso. Per le esperienze avute, solitamente questo è da collegare ad un cambiamento nella vita di chi si prende cura del bambino, più che nella vita del bimbo stesso. Chiedetevi cosa è cambiato: siete stressati? stanchi? il lavoro vi assorbe più del solito? state male? avete dei problemi che vi occupano la mente? siete preoccupati per qualcosa? Per continuare le metafore di prima, adesso il bambino sta ancora trasmettendo i suoi segnali... è probabile che siate voi che non li ricevete... Per motivi più che plausibili: se state male è difficile prestare attenzione al resto del mondo, idem se avete grossi problemi... I bambini però non sanno che esistono mille cose di cui un adulto si preoccupa: loro vedono solo gli effetti, non le cause... Cosa consiglio? Non è facile, bisognerebbe eliminare la fonte delle preoccupazioni... ma spesso è impossibile. Però a volte i nostri figli ci aiutano a ridimensionare l'entità di un problema: una noia sul lavoro sappiamo che passerà, un bel mal di denti anche, ci si pone rimedio... Se potete, staccate la spina, anche solo per un giorno, per un paio di ore... non pensate a nulla di tutto ciò che vi preoccupa e concentrate le vostre attenzioni sul vostro bambino.

Un'altra possibilità, meno frequente, è che sia il bambino ad avere qualche problema: un po' di febbre, i dentini in eruzione, una malattia... in questo caso è abbastanza facile però capire la causa... e la soluzione è solo lasciar passare: può darsi che il bambino sia distratto dal suo stare male e non riesca a comunicare, oppure sia proprio scontento, o arrabbiato... per fortuna nei bambini queste cose si risolvono in poco tempo: siate pazienti e gentili. Ovviamente non vale il contrario: cioè non è detto che perchè un bambino sta male, non si possa fare ec: certo, se ha la diarrea questo ci costringerà a "correre" svariate volte per aiutarlo, con un impegno supplementare, ma proprio per questo ancora più importante. Personalmente ho avuto qualche problema con l'eruzione dei primi dentini... mentre un' infreddatura con febbre non ha compromesso per nulla la comunicazione.
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Esistono mutande per neonati?
Esistono anche se spesso bisogna darsi un po' da fare per trovarle... le mutandine copripannolino hanno troppa stoffa sul sedere, e non vestono bene un bambino senza pannolino. Purtroppo invece non esiste un vestiario specifico per bambini senza pannolini, con l'inevitabile conseguenza che fino ai due anni tutti i pantaloni che proverete a vostro figlio risulteranno ... ascellari!
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Quando perdiamo una pipì, poi ne fa una ogni quarto d'ora... perchè?
Buon segno... significa che il bimbo ha capito che non è il caso di farsi la pipì addosso, quindi un po' cerca di trattenerla, nel limite delle sue possibilità. Questo può succedere specialmente se intervenite mentre la fa, cercando di intercettarla o di portare in bagno il piccolo. Ovviamente, quel po' che ha trattenuto, dopo un po' deve farla uscire... ed ecco quindi la pipì a ripetizione. Cercate di aspettarvela: dopo 10/15 minuti dalla prima pipì, proponete voi e vedete se il bambino vi ascolta o no... Dovete cercare di recuperare il ritmo perso... anche se spesso non è facile...
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Chi vive con me o chi si occupa del bambino oltre a me non vuole fare ec, come faccio?
Cercate di spiegare che per voi è importante, che non è solo una "fissa" vostra, ma un modo per far stare meglio vostro figlio. Può darsi che a chi vive con voi dia fastidio la possibilità che il bambino faccia pipì all'improvviso: cercate di spiegare come funziona l'ec, che la pipì non arriva mai all'improvviso. Può essere semplicemente che non sappia che cosa significhi fare ec, oppure che si sia fatto un' idea sbagliata: mostrate come funziona, mostrate che funziona, rispondete ad eventuali dubbi... Il dialogo dovrebbe essere lo strumento fondamentale di intesa all'interno di una famiglia, quindi la soluzione a questo problema dovrebbe venire da sè.

Il discorso è diverso se chiedete alla babysitter di fare ec e lei si rifiuta... non si può imporre un modo di vivere, quindi, o accettate che con lei il bambino abbia il pannolino (ma non mi sembra una buona soluzione), oppure cambiate babysitter. Provate comunque anche in questo caso a spiegare bene come funziona: chissà, magari scoprite che il rifiuto non è poi così radicale e che nasce solo dal non conoscere l'argomento...
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Se mi accorgo che mio figlio manda segnali e sono in un luogo dove non può fare pipì?
Con mooolta calma, prendete vostro figlio e chiedete del bagno, oppure uscite all'aperto. Tutti i locali pubblici devono avere un bagno, ed è difficile, anche se è per il solo uso del personale, che vi venga rifiutata la possibilità di usarlo. Solitamente il bimbo preso in braccio la trattiene, almeno per un po'... dovreste riuscire nel giro di qualche minuto a soddisfare il suo bisogno. Se potete, cercate di invitare il bambino a far pipì prima di andare in questo luogo, in modo da avere un margine di sicurezza.
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Fa sempre pipì mentre mangia... e non riesco mai a prenderla!
La cosa in sè è normale, e capita tanto più spesso quanto più il bimbo è piccolo (riflesso gastro-colico del lattante). Se il piccolino vive solo del vostro latte, mentre lo allattate tenete a portata di mano un vasino piccolo, che possiate agevolmente infilargli sotto. L'operazione sembra sulle prime molto complessa, ma basta prenderci la mano... se non riuscite, usate un asciugamano, fino a che non riuscite a capire il momento esatto in cui il bimbo si scarica, solitamente molto evidente anche se a preavviso minimo.

Se il bambino invece mangia cibi solidi e quindi la pipì scappa durante un pasto vero e proprio, a tavola, ci sono diverse cose da provare:
- fargliela fare prima, o almeno chiederlo.
- prestare attenzione ai momenti in cui il bimbo beve... può capitare che lo stimolo gli venga subito dopo e che quindi voi riusciate ad intervenire.
- tenete il bambino in braccio: ci sono bimbi che si rifiutano di fare la pipì in braccio ai loro genitori. Attenzione: ci sono anche bambini a cui non gliene può fregare di meno... quindi siete avvisati!
- Portate pazienza: prima o poi voi capirete e vostro figlio inizierà a segnalarvi la sua necessità anche in quel momento.
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Non vuole fare la cacca!!
Problema molto frequente negli spannolinamenti "tradizionali", quindi verso i 2-3 anni. Il bambino si è ormai abituato a fare la cacca nel pannolino, e non ne vuole proprio sapere di farla altrove. Siccome solitamente il bimbo è grande, puntate sul gioco e sull'imitazione: provate a mettervi voi sul vasino, proponete di leggere insieme un libriccino mentre fa la cacca, cambiate luogo e momento, usate la fantasia. Attenzione a non caricare il bimbo di responsabilità: purtroppo si creano dei veri e propri casi di stitichezza causati da un educazione al vasino condotta male. Mai e poi mai sgridate vostro figlio perchè l'ha fatta in terra, anzi, complimentatevi con lui perchè finalmente l'ha fatta senza pannolino, come i grandi, coinvolgetelo nell'esperienza.
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Quando noi genitori siamo stanchi, sembra che faccia apposta a far pipì ovunque!
L'assurdità dell'affermazione ovviamente è evidente. E' normale essere stanchi alla fine di una giornata pesante, è normale che cali la nostra attenzione verso i bisogni del bambino. Però lui non si dimentica che deve fare pipì, e se noi non ci ricordiamo di intervenire... la deve comunque fare... Sono le situazioni in cui è più facile lasciarsi andare alla "sgridata" se il bambino fa pipì senza avvisarci: cercate per quanto possibile di mantenere la sintonia. Una soluzione può essere quella di collaborare con il partner: decidere preventivamente chi si deve occupare quella sera dell'ec, può consentire all'altro genitore di allentare l'attenzione e rilassarsi... fate a turno, possibilmente!
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Se il bambino sta male?
Se c'è una malattia in corso, può essere che non si riesca a comunicare: il bambino sta male, non riesce come al solito a capire quello che gli succede. Molti genitori notano una difficoltà nell'ec durante la dentizione: senza voler ricercare una causa medica a questo fatto, può essere che un bambino che piange per le gengive gonfie si dimentichi di avvisare per la pipì. Oppure può essere che noi genitori siamo concentrati sulla sua malattia (o sui dentini) e ci dimentichiamo di ascoltare le sue esigenze... Considerate questa come una fase di passaggio, in cui il vostro bambino ha bisogno ancora di maggiore comprensione e dolcezza. Starà meglio, e tutto tornerà all'equilibrio.
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Devo tornare al lavoro... come faccio a mantenere l'ec?
Non serve essere genitori per fare ec. Quindi è chiaro che chiunque voglia ed abbia un briciolo di empatia con il bimbo, può provare e riuscire. Chiedete a chi vi tiene il bambino se è disposto a provare questa cosa, magari vi dirà di no (e allora non insistete), ma qualcuno si dimostrerà interessato e disposto a provare: insegnategli i segnali, fategli vedere come funziona, affiancatelo magari per un po' di tempo... ma tutto questo si fa COMUNQUE, quando si tratta di lasciare il bimbo con qualcun'altro, no?

Un discorso diverso vale per gli asili nido: informatevi della prassi tenuta, se accettano di seguire vostro figlio nell'ec oppure se per loro il pannolino è la regola... se proprio dovete metterglielo, spiegate molto chiaramente al vostro bambino che il pannolino è solo per l'asilo, che poi si toglie. Può nascere confusione all'inizio, ma solitamente i bimbi capiscono le situazioni e si adattano alle circostanze.
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