Iniziare pian pianino... Gabriella e Samuele
Ho due bambini, Leonardo di 5 anni e Samuele di 2. Per Leonardo, dopo aver acquisito un po' di consapevolezza sui pannolini usa e getta e vista la mia propensione ecologista avevo acquistato i pannolini di stoffa verso i 15 mesi e li ho usati per più di un anno, tranne per il nido. A due anni e mezzo, complice una settimana al mare, abbiamo tolto il pannolino, spannolamento classico direi.
Poi è nato Samuele e dopo i primi mesi di "cacchette molli", all'inizio dello svezzamento, verso i sei mesi ho rispolverato i pannolini di cotone e... folgorazione: leggo su AAM Terra Nuova di queste mamme pazze che lasciano i figli a culo nudo. Dopo aver letto e digerito parecchi messaggi della mailing list decido di lanciarmi, incoraggiata da qualche mamma istigatrice. Devo dire che con la cacca non abbiamo avuto grossi problemi perché la segnalava bene, io lo tenevo con la sua schiena appoggiata al mio petto, le gambine sorrette e via sul lavandino, delle grandi produzioni! Per la pipì la cosa si faceva più complicata, ma una volta armata di un consistente numero di ghettine e svariati stracci adibiti all'assorbimento almeno in casa si stava senza pannolo. Che goduria vederlo camminare bene e libero da schifezze, un culetto da mordicchiare...
Mi ricordo che il mio inizio è stato piuttosto soft, cioé al cambio classico ogni due ore circa, facevamo sempre una capatina in bagno, solita posizione, solito "psss" e molte volte la pipì arrivava davvero. A volte bastava la posizione e non si riusciva ad arrivare al lavandino; questo dai 7 ai 12 mesi. Dall'anno in poi (gennaio 2004) niente più pannolino in casa, diversi "incidenti" ma anche tante soddisfazioni. Il momento più critico era la cena poiché mio marito lavora alla sera e quindi gestire da sola la situazione con due bambini e le loro differenti esigenze di nutrizione ed evacuazione non era sempre impresa facile. Però ripeto che nonostante i vari cambi e stracci da lavare la soddisfazione di pensare il mio piccolo libero dai propri escrementi e vederlo ogni giorno più partecipe in questa "avventura" era impagabile.
A 18 mesi siamo andati al mare, bungalow-spiaggia dalla mattina alla sera sempre senza niente, al ritorno al nido dico all'educatrice: "Non abbiamo più il pannolino..." "Non importa, mamma, li porti poi domani" "No no, proprio non lo portiamo più!" Devo dire che al nido abbiamo trovato collaborazione da parte di quasi tutte le educatrici. Qualcuna storceva un po' il naso e diceva che Samuele non era ancora pronto, perché ovviamente qualche incidente capitava ancora, ma io non volevo saperne di ripannolarlo, anche perché a casa segnalava molto bene. Ancora qualche defaillance a settembre-ottobre (anche perché con 4 educatrici a disposizione spesso non sapeva a chi rivolgersi...) in concomitanza con qualche dentizione o malessere ma ormai sono più di tre mesi che non trovo il famigerato sacchetto di nylon nell'armadiatto quando vado a prenderlo. Ora Samuele ha 25 mesi, l'ultimo scoglio è il pannolino notturno poiché lui beve molto prima di addormentarsi e io sono molto pigra e disattenta la notte, questo è un lavoro che devo ancora fare su me stessa per completare l'opera.
Non sono una dalle raffinate filosofie, certi discorsi in lista li seguivo ma sinceramente a volte li trovavo un po' astrusi. Certo mi sono resa conto di aver voluto essere più empatica e attenta verso le necessità di mio figlio attraverso la ricerca di soddisfazione dei suoi bisogni di evacuazione, ma la spinta più significativa l'ho avuta dalla riflessione che la maggior parte delle mamme nel mondo non può e non usa pannolini usa e getta e dal fatto che è meglio cambiare dieci paia di pantaloncini piuttosto che lasciare un bambino a contatto con sostanze tossiche o con il bagnato della propria pipì.
Gabriella