Maria Carola e le sue gemelle

Maria Carola e le sue gemelle: quando il percorso è spontaneo

Finiti i freddi dell’inverno, avevano un anno o poco più, Emma e Mara hanno cominciato a stare a lungo in terrazza e nel piccolo giardino "nostro" . Lì ne approfittavo per lasciarle spesso senza panno. Giusto così, per farle prendere aria, senza altri fini che vederle più libere e quindi più contente, e curare o prevenire gli eritemi da pannolino. Se bagnavano (o peggio....) fuori non era un problema e quando capitava in casa (ogni tanto dovevano pure rientrare!) va beh !, pulivo per terra . Non era la fine del mondo: uno straccio, e via, sempre meglio che avere a che fare con la gestione di montagne di pannolini schifosetti….

A poco a poco i periodi senza pannolino si allungavano, con l’aumento del caldo. In terrazzo e giardino quindi nude, o come tutto abbigliamento maglietta o canotta. In casa, molto con e un po’ senza pannolino, ma per le uscite e la notte sempre con. Ripensandoci, questo “doppio regime” può avere creato una certa confusione, e infatti con Simone, tre anni dopo, ho preferito un taglio netto (onestamente però, non c’è stata una grande differenza di risultato…). Ma ero un’autodidatta e non avevo un “piano” ! Il mio scopo era solo quello di infliggere il meno possibile la pena del pannolino, non di “educarle al vasino” (che pensavo ancora come una cosa brutta) .
Infatti, giuro che fino a un anno circa non ci avevo proprio pensato al vasino, tanto era forte il condizionamento a pensare che è “impossibile” e anche “dannoso” mettere i bambini sul vasino ! Ma a un certo punto ho pensato che potevano fare a meno del pannolino anche in casa se imparavano a farla in un posto preciso, in modo abbastanza prevedibile. Ho usato anche i giornali, per un po’, più comodo per me che qua e là per terra, pensavo, ma non ho avuto grandi risultati. Ed ecco che finalmente accetto l’idea che “quel posto” potrebbe essere un vasino. Così abbiamo comprato due vasini , che abbiamo lasciato in giro per casa, all’inizio solo così per familiarizzarsi, senza pressione alcuna, come un gioco in più . Ma non è successo un granché, e ho capito che dovevo pure spiegare qualcosa ! Finalmente messi da parte i miei timori di “condizionarle”, se era un po’ che non la facevano, prendevo l’iniziativa e le facevo sedere sul vasino o le tenevo per farla nel lavandino o nel water, facendo pspspsps, per stimolare e per collegare il rumore al fatto di fare la pipì, ma senza insistere troppo. Mara ha imparato praticamente subito e quasi alla perfezione, ma lei già tratteneva molto la pipì normalmente, la faceva poche volte al giorno, aveva un controllo spontaneo incredibile. Con Emma è stato più lungo, tendeva a farla “poca e spesso”, però l’esempio della sorellina è stato un bello stimolo per lei, è così mano a mano si è adattata . A un certo punto ho cominciato a portare i vasini anche fuori, per confermare che il posto giusto era proprio quello, ma lì hanno continuato a preferire fiori ed erbetta e a farla quando e dove volevano!

Poi abbiamo passato oltre un mese d'estate intorno all'anno e mezzo al mare, dove erano ancora più libere. Ormai prendevo (quasi) regolarmente le cacche, fatte al mattino. Pannolino solo per la notte e per le uscite impegnative, come dalle zie e ai centri commerciali ; altrimenti, andavano a spasso in stile “sotto il vestito niente”, o con le mutandine, ma con più di un cambio dietro . Infatti, con le mutandine tendevano a farla addosso (chiaramente confondevano la sensazione con quella data dal pannolino). Ma prima che finisse l’estate anche la mutandina ha cessato di essere “pericolosa” . Ricordo ai giardini con un’amica con un bambino più grande, ovviamente con pannolone; Mara a un certo punto ha “segnalato”; ho fatto in tempo a toglierle le mutandine, lei ha fatto qualche scalino (eravamo su una specie di patio) ed è scesa a fare pipì sull’erba del giardino. Che soddisfazione mia e che sorpresa dell'amica !
Rimaneva solo la notte, da sistemare. Ho cominciato a togliere il panno prima a Mara, che già tratteneva molto, e che quindi è andata “a posto” quasi subito. Poi anche a Emma. Lei ha continuato per un po’ a farla di notte, e bagnava l'asciugamano grosso che mettevo sotto, qualche volte si svegliava, qualche volta no, ma non importava, intanto avevamo finito di comprare pannolini e lei dormiva senza nessun sintetico addosso. Eravamo intorno ai 16-17 mesi.

Non c'è stato un però momento esatto che possa ricordare come "il giorno che hanno imparato". E' stata una cosa progressiva, molto tranquilla, rilassata, e soprattutto per un lungo tempo NON INTENZIONALE, quindi sarebbe giusto dire che "le gemelle SI SONO spannolinate.

Insomma, non è stato esattamente l’ec; se l’avessi conosciuto certamente avrei cominciato un po’ prima, e proposto prima il vasino, sarei stata più attenta a percepire i segnali ed a rispondere : è quello che ho fatto poi con Simone, anche se nemmeno con lui ho cominciato nei primissimi mesi. Con lui è andata bene, ma con le gemelle è stato più divertente , perché ci siamo inventati tutto da soli, noi genitori e loro, le bimbe. E’ stato un processo non forzato, ottenuto semplicemente lasciandole molto libere, facilitato dall'estate : sono stata anche fortunata ad avere terrazza e piccolo giardino , una situazione adatta al mare, un marito collaborativo e una suocera (nella casa al mare) divertita e quanto meno non ostile. Ma tutti lo possono fare, basta volerlo !