Ludmilla, Rebecca e Lidia

Mi chiamo Ludmilla ed ho due bimbe, Rebecca di 2 anni e 8 mesi e Lidia di 8 mesi.
Ho conosciuto l'EC grazie ad Anna e alla sua lista Senzapannolini quando Rebecca aveva circa 10 mesi. Ci ho messo un po' a convincermi e a provarci. Oltretutto lavoravo full time e di giorno mia figlia restava con mia suocera, ma ho sentito che era una strada giusta.

Ho iniziato in inverno quando Rebecca aveva da poco compiuto un anno e lo facevo di sera e di notte (ovvero quando c'ero), insomma in teoria nelle condizioni + svantaggiate! Inizialmente Rebecca collaborava un pochino e pulivo molto... poi mi sono fatta prendere dall'ansia di performance ed ho rovinato tutto. Rebecca iniziava a piangere non appena ci indirizzavamo in bagno e resisteva strenuamente ad ogni mio tentativo di fargliela fare. Mi sono resa conto che non stavo facendo EC ma le avevo tolto semplicemente il pannolino. Sono seguiti dei mesi duri in cui ho rinunciato a portarla in bagno e mi limitavo ad osservarla e a pulire. Avevo colto il suggerimento di eliminare tappeti e mi sono messa in condizione che non potesse rovinare nulla a cui tenessi (traversine a gogò).

Poi ho cercato di riconquistare la sua fiducia e davvero ad ascoltarla, invece di gestire io la cosa. Come ho letto in una mail che mi è piaciuta molto, si è in 2 a comunicare. E no, purtroppo non sempre ho mantenuto la calma serafica, la frustrazione si sentiva (a volte pure adesso ma l'EC non c'entra) ma la situazione era così perché l'avevo creata io. Poi con l'estate c'è stata la svolta perché ha iniziato ad usare il vasino indipendentemente ed in autunno avvisava sempre. A dicembre siamo stati a Barcellona 5 giorni e non c'è stato alcun incidente, una sola pipì persa di notte perché era stracotta e non si era svegliata per andare in bagno, cambiata la traversina, tetta e giù a nanna. Poi è nata la sorella e ha deciso di non avvisare più :(((

Ora grazie al cielo stiamo tornando alla normalità!

Penso che l'EC sia una danza a due che si debba trovare insieme il proprio modo.
Con Lidia l'avventura è stata molto diversa. Sono partita dalla lezione avuta con Rebecca (non farsi prendere da ansie di performance e concentrarsi esclusivamente su di loro), da due libri ("Diaperless" di Ingrid Bauer ed "Infant Potty Training" di Laurie Boucke.Purtroppo sono solo in inglese) ma soprattutto dalla convinzione che fosse la cosa giusta per la mia bimba.

Sono partita in sordina a causa del freddo (è nata in gennaio), dei problemi di allattamento (mancanza di montata lattea e bimba che non si attacca, 2 su 2 non è male!) e della mia mancanza di fiducia, ma con il senno di poi mi rendo conto di aver perso tempo prezioso. Purtroppo il contrastato inizio allattamento (stavolta risolto in un mese e mezzo invece che tre) non mi ha fatto vivere serenamente il tutto ma, a parte i primi giorni di meconio, è stata senza pannolino dalla nascita.

Ho iniziato tenendola senza pannolino a casa, mentre glielo mettevo se uscivo. Poi ho iniziato a tenerla senza anche se si usciva per poco, poi le mettevo il pannolino solo in occasioni particolari in cui sapevo di non poterla seguire molto e alla fine quando ha compiuto 4 mesi non gliel'ho messo e basta. Ed è stata la svolta perché è diventato tutto più semplice invece che più difficile come poteva sembrare.

Un neonato è estremamente collaborativo e capisce davvero. Questo mi convince ulteriormente che farli stare senza pannolini sia la via più naturale mentre pannolinizzarli è una forte forzatura dettata dall'ambiente culturale in cui viviamo.

A volte quando sbaglio e non le scappa, ne fa comunque qualche goccia come per dirmi, mamma visto che non ne ho in vescica? A proposito di controllo etc, io penso che non possano controllare gli sfinteri ma possano rilasciare la muscolatura e quindi menzionare per volontà fin da subito, almeno così mi pare. Comunque è stata una scoperta nuova e graduale. Infatti inizialmente la tenevo senza pannolino solo a casa, poi ho iniziato a non metterle il pannolino quando si usciva al parco, poi in macchina ed infine a non metterglielo e basta.

Un weekend sono stata ad un congresso e l'ho tenuta senza anche durante le sessioni che comunque ho seguito con attenzione, ma era come se il canale tra me e lei ci fosse sempre. Vaschetta a portata di mano e olà!

Quello che ho imparato con Lidia è che meno ci penso razionalmente, più seguo "l'onda", meglio è. Infatti se esco fuori sintonia poi faccio fatica a rientrarci e le perdo tutte... Poi ho notato che le pipì si riducono, non sono più pochi cc ogni 5 minuti, per esempio capitano 3 notti che non la fa, mentre di mattina è un continuo. Eppure mangia e cresce. Non so se è stato in concomitanza con i 4 mesi o se è coinciso con l'averle tolto definitivamente il pannolino.
Non è tutto rose e fiori perché la trappola dell'ansia da performance scatta facilmente e mi perdo, ma cerco di seguire lei. E ha ragione da vendere chi dice che con due bimbi le cose si complicano notevolmente! Ma come molte volte si è detto in lista, la pratica è più semplice della teoria.

Comunque, passando alla parte pratica, che penso sia quella che interessa di più, ci sono 4 vie da portare avanti parallelamente.
1) La tempistica: appena svegli, durante o dopo la poppata, a seconda dei suoi ritmi. Per esempio Lidia la mattina è un rubinetto aperto per diminuire la frequenza durante il giorno per arrivare alla notte quando la fa una volta sola quando si sveglia x mangiare.

2) Intuito: è lo strumento più difficile da spiegare e crederci ma tra i più efficaci. Semplicemente quando di punto in bianco mi viene in mente che debba far pipì, anche se l'ha fatta 5 minuti prima, la porto. Quante volte ho pensato che non potesse essere ed ho razionalizzato la cosa e nel bel mezzo dei miei pensieri lei la faceva :)

3) Comunicazione mamma-bebé: parlarle molto, dirle che la stai portando a far pipì. Associare una posizione (sua schiena contro la mua pancia o petto e prenderla per le gambine come se fosse su una turca per intenderci) ed un suono, che può essere pss o dire anche pipì in un determinato tono di voce.

4) Comunicazione bebè-mamma: qui è dove vado peggio e quindi faccio fatica a parlarne se non in modo teorico. Si impara a capire i segnali preventivi del bimbo.

Per quel che mi riguarda è Lidia tra i due quella sveglia, la nostra EC funziona grazie a lei. Tra l'orologio e l'intuito andiamo benone. Lei rilassa i muscoli e fuoriesce quanto ha in vescica.
A volte ne fa pochina come per darmi il contentino, invece quando non vuole farla si fa capire, irrigidisce le gambe e allora le chiedo scusa per aver frainteso e la rivesto. A volte, quando per esempio so che non avremo molte occasioni di farla nel prossimo futuro le chiedo se la fa spiegandole il motivo e lei spesso la fa.
Per la pupù Lidia non ne ha mai fatta spesso. La mattina la portavo, le dicevo pupù e lei iniziava a contrarre l'ano e poi la faceva. Ora la fa sul vasino la mattina e qualche volta anche la sera o quando fa pipì.
Gli incidenti ci sono, quando sono distratta (per esempio ora che sono al pc e lei gioca sul tappeto e mi chiama perché l'ha fatta) o quando è con altri, ma non è un grosso problema, si pulisce e via.
E' un altro modo di vivere la cosa, ma molto più bella. Per me il parallelo con l'allattamento è forte. All'inizio può essere difficile, e molte mamme ne sanno qualcosa, ma oltre ad essere il meglio sia dal punto di vista fisico che relazionale, vivi di rendita poi in comodità.
Vi assicuro che è una bella avventura.

Ludmilla & Rebecca (10-01-02) & Lidia (11-01-04)