Mi presento. mi chiamo Mauro e sono il marito di Lucilla e padre di Silvia (nata il 14/11/2002). la nascita di nostra figlia ha portato fin dall’inizio una gioia immensa in entrambi, ma ha dato inizio anche ad una serie di piccoli problemi che si presentavano a noi con rinnovata energia e sotto forme nuove. Eravamo entrambi molto motivati ma ciononostante la piccola ci metteva in difficoltà proprio quando ci sembrava di avere la situazione sotto controllo.
Avevamo deciso ancor prima del parto ( seguendo i “ consigli” di coloro che ci circondavano) di far crescere nostra figlia come tutti quei meravigliosi bambini ai quali negli ultimi tempi avevamo prestato maggior attenzione per capire come diventare “genitori esperti”.
Ora credo fermamente che il “genitore esperto “ sia solo una lontana utopia e ritengo che spesso noi genitori abbiamo la tendenza ad imporsi sulle effettive necessità dei figli. L’impressione che più mi ha disturbato è quella di sentire genitori definirsi fallibili ma poi dimostrare coi fatti di non ritenersi tali.
Un vero e proprio lavaggio del cervello ci aveva portato a pensare alle solite soluzioni “adottate dalla maggioranza” e quindi per forza valide: nostra figlia andava nutrita ad orari fissi, nostra figlia doveva dormire nel suo lettino e nella sua stanza, se piangeva per qualcosa ( molto raramente ) la si doveva lasciar piangere perché rinforza il carattere ecc.
La nascita di nostra figlia ci ha fatto cambiare lentamente ma inesorabilmente idea su molti argomenti. Durante le prime settimane spesso ci ponevamo l’interrogativo se eravamo sulla strada giusta ( cosa che tuttora facciamo ). Regolarmente le persone che “avevano esperienza” ci rassicuravano e aggiungevano ulteriori consigli “sicuri”. Ciononostante i dubbi rimanevano e anzi si accrescevano.
Molto onestamente devo ammettere che sé all’inizio era mia moglie la più inflessibile, lei per prima ha cambiato idea e si è interessata a metodi “alternativi”.
Quando il ”comune buonsenso” suggerì di iniziare lo svezzamento poco dopo i tre mesi mia moglie si oppose e io fui d’accordo. Lentamente iniziammo ad usare un metodo meno invasivo e più naturale con nostra figlia. L’allattamento sarebbe durato il tempo che nostra figlia riteneva necessario. Nostra figlia iniziò a dormire nel nostro letto e per noi fu la riscoperta di notti molto più serene.
Tra il quarto e il quinto mese mia moglie si interessò all’EC e il pannolino scomparve lentamente per essere sostituito dalla nostra capacità ( soprattutto di mia moglie ) di interpretare i segnali che nostra figlia lanciava nel momento del bisogno. Posso dire che fu e rimane un grande successo.
Nel frattempo le critiche fioccavano. Tutti dovevano dire la loro sul modo di crescere nostra figlia.
Ovviamente le assurdità si sprecavano e tutti ci ammonivano che stavamo viziando nostra figlia e che il futuro ci avrebbe ripagato con amare delusioni e con una figlia dagli innumerevoli complessi.
Nessuno, e dico nessuno si è mai posto la domanda che a noi è sembrata fondamentale fin dall’inizio: ma voi chi siete per poter sparare a zero su chi non segue le vostre “fondamentali leggi sull’educazione e la crescita dei figli”?
L’allattamento ( ne sono convinto ) ha fatto di nostra figlia una bambina sana e allegra, sempre disponibile al gioco e raramente propensa al pianto.
L’EC ( lo vedo ) ha permesso a nostra figlia di girare da oltre 15 mesi senza il pannolino e senza eritemi, sfoghi, arrossamenti e quant’altro tocca a coloro che rimangono imprigionati nei pannolini per anni.
Il fatto di dormire nel nostro letto ci ha dato modo di capire quanto è importante il contatto tra nostra figlia e noi e ci ha inoltre permesso di trascorrere molte notti riposando.
Volendo fare un riepilogo della mia esperienza ( se tale si può definire ) di genitore di 22 mesi posso elencare alcuni punti:
1) La mia profonda delusione verso molti genitori che obbligano i figli a rispettare le proprie esigenze dimenticandosi di dover essere loro stessi la risposta alle esigenze dei figli.
2) L’incapacità di molti genitori di capire che i figli non sono solo un bagaglio da trasportare ma bensì uno scrigno di personalità e consapevolezza che spetta a noi capire se solo ci vogliamo provare.
3) La pigrezza di molti genitori che non sentono il bisogno o peggio non vogliono capire la grandezza di sentimenti che ogni bambino ha dentro di sé.
4) L’assoluto beneficio che ha comportato l’allattamento di nostra figlia finora e che viene tacciato di causare dipendenza, squilibri alimentari, problemi comportamentali ecc. Tutto questo per la frenesia di molti genitori e per l’assoluta mancanza di accettare i tempi del bambino e la falsa necessità di farlo crescere molto più in fretta di quanto sia in grado di sopportare.
5) Il figlio non va riempito o smussato, un figlio si vive nella sua totale indipendenza.
6) Ad un figlio non si può dedicare un’ora o due al giorno ma la vita. Noi vogliamo i figli e ci dobbiamo prendere la responsabilità di dedicare loro il tempo che loro ritengono necessario.
Mauro Agostinetto, Agosto 2004 - Papà di Silvia (14.11.2002)